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ictus

ictus

Ictus è un termine latino che letteralmente significa ‘colpo’ (stroke, in inglese). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo definisce come l’improvvisa (ecco perché ‘ictus’) comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto.

L’ictus è una lesione cerebro-vascolare causata dall'interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta all' ostruzione o alla rottura di un’arteria

Ictus ischemico

Quando un'arteria nel cervello si ostruisce, fermando o interrompendo il flusso di sangue, i neuroni, privati dell'ossigeno e dei nutrimenti necessari anche solo per pochi minuti, cominciano a morire.

L’ictus ischemico si verifica circa nell’80% dei casi. La forma nota come ictus trombotico o trombosi cerebrale si genera quando all'interno di un'arteria cerebrale si forma un agglomerato di piastrine, fibrina e altri componenti del sangue (trombo) (occlusione di arteria cerebrale), in genere depositandosi alla superficie di una placca aterosclerotica che già restringe il vaso sanguigno. Questo processo può interrompere completamente il rifornimento nutritivo all'area cerebrale irrorata dall'arteria che si è occlusa. I trombi si formano il più delle volte in vasi sanguigni danneggiati dall'aterosclerosi, una patologia nella quale le sostanze grasse si depositano sulle pareti arteriose riducendo gradualmente il flusso ematico.

Nel 30-40% dei pazienti con ictus ischemico l’origine rimane sconosciuta. In questo caso l’ictus viene definito ictus criptogenetico. L’ictus criptogenico ha un maggior numero di recidive e una prognosi peggiore. 

Ictus emorragico

L’ictus emorragico rappresenta solo il 15% di tutti gli ictus, ma è il più grave e potenzialmente fatale, perché si verifica quando appunto un’arteria cerebrale si rompe.

Quando un’arteria si rompe, il sangue, stravasando ad alta pressione, distrugge zone più o meno ampie di neuroni e fibre nervose.

Un coagulo di sangue (embolo) che si è formato in un'altra parte del corpo - solitamente nel cuore - può immettersi nel flusso sanguigno e arrivare a ostruire un’arteria cerebrale di calibro leggermente inferiore alle dimensioni dell’embolo stesso. L’ictus emorragico è il risultato del cedimento della parte di un vaso “debole” che si rompe e sanguina nel cervello circostante. Il sangue, accumulandosi, comprime il tessuto cerebrale intorno. I vasi che si rompono sono spesso quelli la cui parete si è indebolita negli anni per motivi di associata pressione sanguigna elevata.

Ci sono poi altre due alterazioni definite di tipo “strutturale” che possono rompersi e dare emorragia, cioè gli aneurismi e le malformazioni arterovenose.

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