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R.A.P.I.D.O.

R.A.P.I.D.O.

Maggiore è il tempo che trascorre tra l’insorgenza dei sintomi e il trattamento, maggiore è il rischio che l’ictus provochi danni cerebrali irreversibili e invalidità. Tuttavia, l’ictus può manifestarsi in modi sfumati, più o meno riconoscibili, per cui se si sospetta di trovarsi di fronte a un episodio acuto può essere utile utilizzare l’approccio R.A.P.I.D.O., acronimo di:

  • R – RIDI – chiedete alla persona di sorridere e osservate se la bocca è asimmetrica;
  • A – ALZA LE BRACCIA – chiedete alla persona di alzare entrambe le braccia e verificate che ne sollevi una sola;
  • P – PARLA – chiedete alla persona di parlare e verificate se riesce ad esprimersi in maniera comprensibile o confusa;
  • I – ICTUS
  • D – DOMANDA AIUTO – chiamate immediatamente il 112 e descrivete correttamente i sintomi in modo che gli operatori siano in grado di mandare l’ambulanza con il team adatto e allerti l’ospedale dotato di unità ictus più vicino;
  • O – ORARIO – prendete nota dell’ora esatta in cui sono iniziati i sintomi. Questa informazione sarà molto utile agli operatori sanitari per le scelte successive.

Anche un solo minuto può fare la differenza per poter raggiungere la struttura ospedaliera dotata di unità ictus ed essere sottoposti ai trattamenti più adatti entro la ‘finestra terapeutica’ o ‘golden hour’.

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112 campanelli d’allarme emergenza golden hour unità ictus velocità d’intervento