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trombolisi endovenosa o sistemica

trombolisi endovenosa o sistemica

Fino a pochi anni fa il trattamento dell’ictus consisteva nella gestione clinica di prevenzione delle complicanze e nella fisioterapia riabilitativa. Oggi, grazie a importanti ricerche a disposizione, è possibile utilizzare un farmaco per l’ictus ischemico in grado di sciogliere il trombo e migliorare la prognosi.

Intorno alla zona del cervello danneggiata esiste un’area, la cosiddetta ‘penombra ischemica’, che contiene cellule cerebrali sofferenti ma ancora vive. In determinati pazienti, se il flusso sanguigno viene rapidamente ripristinato, questa zona può essere salvata riducendo il danno al paziente.

La terapia consiste nell’infusione in vena di un farmaco (rt-PA, acronimo inglese che sta per Attivatore del Plasminogeno tissutale ricombinante) efficace soprattutto nel caso in cui il vaso interessato sia di dimensioni piccole e medie.

Il farmaco utilizzato è il derivato di una molecola che è già presente nel nostro organismo e che serve ad evitare che il sangue possa coagularsi in condizioni normali. Per le sue capacità di rompere e dissolvere il trombo esso è chiamato trombolitico o fibrinolitico.

Purtroppo la somministrazione di questo farmaco non è esente da effetti collaterali e da limitazioni.

Il più importante è rappresentato, ovviamente, dall’emorragia, che può avvenire a livello cerebrale oppure in altre sedi. Per questo motivo il trombolitico non può essere somministrato a tutti i pazienti che siano stati interessati da ictus ischemico e i principali criteri di somministrazione (viene iniettato nel circolo sanguigno, attraverso flebo endovenosa) sono rappresentati dalla conferma si tratti di ictus ischemico, e dal tempo, poiché deve essere somministrato entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi.

Quest’ultimo criterio limita notevolmente il numero di pazienti che potrebbero beneficiare della terapia. Nella maggior parte dei casi i pazienti giungono in ospedale oltre quella finestra terapeutica e si è calcolato infatti che, in Italia, solo il 5% circa delle persone con ictus ischemico sono state trattate con il fibrinolitico.

In più, questa terapia può essere somministrata solo in centri specialistici che abbiano disponibilità 24 ore su 24 della TAC encefalo (per la conferma si tratti di ictus ischemico) e richiede la presenza di un medico esperto nella gestione della malattia (neurologo) che possa somministrare il farmaco con appropriata anamnesi.

Proprio per questi motivi diventa ancor più importante il rapido (R.A.P.I.D.O.) riconoscimento dei sintomi sospetti di un ictus cerebrale e la rapida chiamata del servizio 112 o l’immediato invio al Pronto Soccorso.

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